Un regalo col cuore a…

Il Natale si avvicina… e tanti bimbi all’asilo o a scuola oltre alla consueta recita di Natale si saranno dati da fare a preparare il famoso Lavoretto di Natale, quello da regalare a mamma e papà, la loro opera d’arte di carta, colla e colori! Cioè ai miei tempi si faceva… spero anche oggi, si?
Ebbene anche io, alla mia tenera età di quasi 41 anni suonati ho fatto il lavoretto per la mamma con panno lenci, fili e tanto amore :). Per chi come me sa a mala pena attaccare (male) un bottone, è stata una bella impresa… ma da buon capricorno son testona, prima pensa e ripensa cosa potevo farle senza complicarmi troppo, doveva essere per Lei un qualcosa di semplice da tenere sul tavolino che ha sempre vicino, e naturalmente il tema doveva essere LE MICINE, come mamma chiama Magò e Mia, nei colori che le piacciono!
La prima fase è stata studiarmi il disegno, quello che poi sarebbe diventato il cartamodello per il taglio del panno. In disegni almeno vado un po’ meglio che con i bottoni! Seconda fase, apprendere velocemente le preziosi dritte della mia amica creativa Babette che mi ha anche gentilmente dato dei pezzi di panno dicendomi “così fai delle prove”… Proveee? naaa tra poco è Natale, deve essere per forza buona la prima! La decisione è presa: panno grigio più spesso per la base, quelli più sottili per le micie! Terza fase, quarta e quinta, etc… stampa, taglia, impara e fai il classico punto a festone (rifatto solo una volta, è già una piccola vittoria). Va be il risultato non è precisissimo, ma verrò perdonata. Devo ammettere che la fase più impegnativa è stato fare i baffi… potevano essere ricamati, ma i baffi veri baffi escono dal muso no? Va be questi son baffetti corti alla Magò!
Ok non confesserò la manciata di ore che ci ho messo (forse son stati giorni), ma nel mentre le micie si sono pure divertite a far rotolare spolette e nascondere pezzettini di panno (su uno grosso Mia ci ha pure dormito!) ed io ora potrò fare la bimba con il cuore sorridente e dirle…

MAMMA QUESTO E’ UN SOTTOBICCHIERE PER TE
l’ho fatto io, Buon Natale con tutto il mio amore.
Sono sicura che le piacerà… e poi le dico sempre di bere tanta acqua 🙂

Di seguito l’origine della Lenci, ditta nata nella nostra città e nella foto un loro catalogo del 1931, anno di nascita di mamma 🙂

Il panno lenci è una stoffa non tessuta (priva quindi di trama e ordito) ottenuta per infeltrimento delle fibre… Fu inventato dalla ditta Lenci per la confezione di bambole artistiche.
La ditta Lenci viene fondata a Torino nel 1919 da Enrico ed Elena Scavini. Il nome deriva dal soprannome di Elena (“Helenchen”) poi trasformato in acronimo Ludus est nobis costanter industria (il gioco è la nostra opera continua). Produceva bambole e abiti in panno, oggetti e arredi in legno per bambini. Il tipico panno, che rendeva le bambole lavabili, ebbe un particolare successo perché, rispetto alle tradizionali bambole in porcellana del XIX secolo, era molto più economico e più adatto al gioco coi bambini. Lo studio fu un punto di incontro di artisti e fucina di idee, aperto alle collaborazioni di artisti del tempo. Dal 1932 entrarono nella gestione i fratelli Garella. Dal 1942 al 1992 Beppe Garella sarà l’anima dell’azienda che sarà in seguito ereditata dalla figlia e poi ceduta nel 1997.
Oggi le ceramiche Lenci e le bambole Lenci sono oggetti da collezionismo.
Il panno “lenci”, slegato dalla ditta storica, continua ad essere prodotto e commercializzato per realizzare oggetti hobbystici, decorazioni, pupazzi, vestitini, patchwork e gioielli. (Fonte Wikipedia).
Per conoscere la storia del marchio Lenci dal 1919 ad oggi, cliccate qui.

Rispetto alle Donne… sempre!

Anche se la giornata sta volgendo al termine…
perché bisogna agire 365 giorni all’anno per combattere chi non rispetta le Donne… per difenderenon far sentire SOLA chi è ingiustamente vittima… per dare una luce a LEI che vive nel buio!

25 Novembre
Giornata internazionale per l’eliminazione
della violenza contro le donne

 “Il 25 Novembre 1960 le sorelle Mirabal, mentre si recavano a far visita ai loro mariti in prigione, furono bloccate sulla strada da agenti del Servizio Militare di Intelligenza. Condotte in un luogo nascosto nelle vicinanze furono torturate, massacrate a colpi e strangolate, per poi essere gettate in un precipizio, a bordo della loro auto, per simulare un incidente. L’assassinio delle sorelle Mirabal è ricordato come uno dei più truci della storia dominicana…
Il 17 dicembre 1999 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò la risoluzione 54/134 con cui scelse la data del 25 novembre per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, in omaggio alle sorelle Mirabal.” [continua]

Le sorelle Mirabal eroine della lotta di liberazione dominicana contro la terribile dittatura del generale Trujillo, avevano guadagnato il nome di battaglia di “las mariposas“, le farfalle.
Nel 1995 la scrittrice dominicana Julia Álvarez gli dedica il libro Il tempo delle farfalle, da cui è stato tratto nel 2001 il film In the Time of the Butterflies .

Stop violence against women!
International day for the elimination of violence against women

Quel passato… presente

Più invecchi e più si sommano i ricordi… ogni anno che vivi ti lascia il suo ricordo che – se la mente te lo permette – lo porti con te per aggiungerlo a quelli nuovi… e se hai la fortuna di vivere a lungo, sono davvero tanti i dati che si tengono a mente.
Tanti sono i ricordi che hanno la capacità di farti male, ma altrettanti di farti bene, di farti sorridere… sta solo a noi il come ricordarli e riviverli. Ultimamente capita che con mamma, come è oggi (come ho già scritto in “Quel piccolo cuoricino“), quel ricordo del passato lo riviviamo tutti i giorni… perché magari di quel marito – mio padre – che manca da 24 anni, lei ora te ne parla come se dovesse entrare dalla porta da un momento all’altro… quel passato per lei ora è vivo e vedi che così sta bene, sorride e allora perché correggerla? Insomma a nessuno fa piacere sentirsi dire “non c’è più” se sei convinta che ci sia, no? Certo è un po’ complicato quando sto marito dice che torna a casa e poi non si fa vedere, ma avendo un continuo passaggio di pensieri, passa anche quello e via a pensare ad altro. In questa fase di mamma ho imparato che la mente nel momento in cui va a ruota libera senza quel controllo razionale (che ci prefissiamo), nel momento in cui la fantasia diventa per te realtà, ti da grandi potenzialità… lei stando seduta fa un sacco di “viaggi”, rivive la sua gioventù, ride e riesce anche a dirti “ho visto tanta gente, mi sono proprio divertita”. Forse è meglio questo traffico che lo spegnersi della mente…
Parlando di papà, in una stanza piena di sue coppe e attestati, non si può non ritornare anche agli anni in cui correva in motonautica Alfa Romeo sui Racer (come ho già scritto in “Da Lei a… Lui“), anni in cui io non ero nata, ma so bene quanto siano stati importanti per lui e per lei che tra una gara e l’altra gli parlava di matrimonio… Lui, scapolone di quei tempi, diceva “ti sposo entro l’anno”, entro l’anno c’è stato… lo ha fatto nel dicembre ’64.
L’altra sera con mamma siamo tornate a sfogliare fotografie e articoli sportivi di quei tempi, e così ho deciso di mettere sul desktop del pc quel passato… presente che è stato gioia…

per stare in compagnia di papà tutti i giorni

Qualche anno fa sono stata in riva a quelle acque dove papà correva, sul Lago di Garda… mi aveva colpita una bicicletta… oggi in quella foto ci leggo un messaggio che forse voleva darmi per il mio futuro, che ora è presente
ciò che può sembrare abbandonato tu puoi riportarlo in vita

Il mostro dell’isola… è riemerso

… era sdraiato sul fianco vicino all’Isola del Giglio dalla notte del 13 gennaio 2012, quando 32 persone hanno perso la vita e più di 4000 hanno vissuto un naufragio assurdo – a pochi metri dalla riva – per male organizzazione e ritardo a dare l’allarme, il tutto iniziato da quella inutile e azzardata usanza che fa chi è al timone di questi colossi del mare… passare vicino alla costa, fare l’inchino! L’inchino davanti a Le Scole della nave Concordia capitanata da Francesco Schettino non è stato un inchino di cui vantarsi nel tempo!!!! La storia la conosciamo e in queste ore la nave ha di nuovo i riflettori puntati per la manovra della messa in asse!
I numeri: l’idea (considerata all’inizio una “follia”) è partita da 11 menti, all’opera 500 uomini e 150 aziende (quando nella disgrazia c’è chi trova lavoro!) che hanno costruito intorno al relitto un cantiere di più di 30 mila tonnellate di acciaio, (pari a 4 volte il peso della Torre Eiffel a Parigi), 19 ore per l’operazione di rotazione, 600 milioni di euro il costo (a carico della Costa Crociere, loro possono!)… il tutto per far riemergere – dopo 610 giorni – il mostro di 60 tonnellate senza causare inquinamento ambientale e portarlo via per smantellarlo altrove…
[dati da articoli online – fontefonte]

Ci sono riusciti alle ore 4:00 di oggi 17 settembre… è riemerso!
Ora auguriamoci che le sue viscere possano restituire le due vittime ancora disperse.

Dust On My Shoes…

Capita quella volta che vedi quel qualcosa che ti fa tornare indietro… ai tuoi vent’anni… anni che oggi – da adulta – capisci che erano decisamente più “facili”, anche se quando li vivevi avevi le tue difficoltà… ma si sa ogni età ha le sue, solo che più cammini… più hai polvere nelle scarpe…!
Girando su Google+ incrocio chi ha condiviso il video live “Twist in my sobriety” di Tanita Tikaram (nel live è la giovane Tanita con la sua fedele chitarra, dalla voce già Grande) e torno indietro… di lei il cdrom “Everybody’s angel” l’ho ascoltato a ripetizioni negli anni ’90 quando studiavo in Accademia (post). Ho poi continuato ad ascoltarla lungo gli anni. Tanita è Speciale per me… con le sue origini indiane figiane e malesi ha un fascino e stile tutto suo che mi piace… nei suoi testi mi ci ritrovo e la sua voce sensuale non può non entrarmi dentro

Tanita Tikaram “Dust On My Shoes” – Official Music Video
Album “Can’t Go Back” (2012)

“I want a chance of the life I’m missing

I wanna know what it means to be free
and I just want to know
what it is to let go

And I just want to know, what it is to let go
and I just gotta see, how it feels to be free
to be free”

Tanita-tikaram.com

Gli eroi dell’11 settembre…

Ciao A.micie,
rieccociiii… si siamo ancora su questo pianeta, saltate dalla gioia? 🙂 Abbiamo fatto una pausa, e perché? Dobbiamo ancora darci la risposta ma i giorni son passati e che velociiii, capperi non scriviamo dal 29 giugno?? Possibile? SI carta canta, cioè data post canta! Va be nel mentre vi abbiamo lette qua e là, abbiamo fatto diverse cose e torneremo in futuri post a farvi vedere qualcosa sull’estate passata…
MA OGGI E’ OGGI… un 11 SETTEMBRE in cui ci tengo ricordare quel 11 SETTEMBRE 2001 al World Trade Center di New York… 12 anni da quelle scene viste in tv che sembravano sequenze di un film assurdo, ma no era tutto vero… terribilmente vero! Mi aveva sconvolto che quelle due torri si fossero sbriciolate in un attimo portandosi via migliaia di vite umane e non riesco neanche ad immaginare come possa essere la vita dopo una cosa del genere…

e così il mio pensiero (oggi e sempre) va a tutti loro
alle vittime, agli eroi morti nel portare aiuto…
alle loro famiglie, a chi è rimasto dopo quel che ha vissuto

Come è adesso il Ground Zero? clicca qui

Noemi Gastaldi e la sua saga urban fantasy…

Ciao A.micie,
rieccoci dopo un bel po’ di giorni… non so da voi ma qui sembra che l’orologio giri più veloce, o forse sono lenta io!
Per prima cosa: grazie infinite a NonnaSo e Laliluce per averci assegnato (il 26/06 in tandem) due premi al blog… grazie davvero, siete a.micie gentilissime!!! Appena le lancette gireranno più piano ( e io più veloce!) prepariamo il post adatto!
MIA: wow due premiiii??? in croccantini o scatolette? Slurp speriamo almeno che siano del gusto che piace a meee!
MAGO’: eccola! ma è possibile che pensi sempre a mangiare?
MIA: eh allora? almeno io faccio del moto, lo so si è solo con le mascelle ma tu invece pensi solo a dormire…
MAGO’: appunto eccovi l’atleta… specializzata in digestione!!
MAMY: dai ragazze il tempo stringe poche ciancie, ci eravamo dette che oggi volevamo presentare Noemi, la giovane scrittrice esordiente arrivata a noi via web… e allora su fatemi procedere!!

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Noemi Gastaldi e la sua saga urban fantasy…

Al ns blog dedicato alla città di Torino, ViviamoTorino.com, riceviamo l’email di Noemi:
“Ciao, sono l’autrice del libro “Il tocco degli Spiriti Antichi”, primo volume di una saga urban fantasy ambientata a Torino. Sto facendo un blog tour per promuovere il mio lavoro sul web, e mi chiedevo se per il blog “Viviamo Torino ” sia possibile ospitare una breve presentazione del mio libro.” … “Se può farvi piacere, posso anche regalarvi una copia digitale del libro a titolo di ringraziamento.”
VT non è chissà che gran blog e non ha molti accessi… non ho chiesto come l’abbia trovato (sul mitico Google è sicuramente indicizzato per secondo, dal basso!), e così ogni volta che qualcuno mi chiede ospitalità su di lui, per me è come ricevere un gradito apprezzamento a questo sitino a cui tengo tanto… è nato nel 2004 ed ancora spero di farlo conoscere, ma dovrei dedicarci più tempo e da sola (tra tutto!) non ci riesco. Ricevo diversi Comunicati stampa da uffici che promuovono eventi in città, loro chiedono e io inserisco ben contenta di dare visibilità. Appunto, tanti chiedono e stop… Noemi invece è stata gentile offrendo in cambio copia del suo libro e quindi… CERTO NOEMI, BEN VOLENTIERI! Ci siamo organizzate per l’inserimento in VT e le ho detto che anche il Blog Peloso avrebbe ospitato la sua presentazione per farvi conoscere Lei e la sua Lucilla con l’amata Fantasy!

Nuovamente ringrazio Noemi per la considerazione a VT e per il suo libro che leggerò molto volentieri.

Eccovi la presentazione inviata da Noemi:

Mi chiamo Noemi Gastaldi e sono una scrittrice indipendente.
Forse qualcuno mi avrà vista aggirarmi per il centro con carta e penna alla mano, dato che ho deciso di ambientare la mia saga fantasy “Oltre i confini” proprio qui, a Torino.
Mi sono trasferita in questa città già da qualche anno, e ne sono stata da subito affascinata… Essendo di natura curiosa, non mi ci è voluto molto per scoprire che la nostra è una città magica, la più adatta ad ospitare i miei personaggi.
La mia saga rientra nell’urban fantasy, ovvero in quel genere dove l’ambientazione è quella di tutti i giorni, ma i personaggi sono “diversamente umani”.
Tutto inizia con il racconto di una ragazzina che scopre di essere speciale… La mia protagonista, Lucilla, è una “Viator”, ovvero una persona in grado di squarciare il velo sottile che separa la realtà materiale da quella immateriale: padroneggiare quest’incredibile dote, la porterà a vivere avventure eccezionali.
Ringraziando Gaia, che mi ha permesso di presentare il mio lavoro sul suo blog :), vi lascio con un piccolo estratto preso dalla parte iniziale del mio libro, estratto che racconta proprio di quando Lucilla si trasferisce nella nostra città.
Per chi volesse saperne di più, questo è il mio sito internet:
Mondinoemi.altervista.org

L’estratto dal libro:
“Se incontri il buddha per la strada, uccidilo”.
Quando era piccola, Lucilla aveva letto questa frase su uno dei libri buttati sul comodino di sua madre. Le era sembrata una affermazione stranissima e ne aveva chiesto il significato. Clelia le aveva immediatamente dato la sua interpretazione in maniera molto semplice:
– Vedi, Lucilla, quando io medito, non devo cercare di vedere buddha. Devo svuotare la mente. Devo cercare quello che è dentro di me, non quello che è fuori. Qualsiasi visione, soprattutto se rappresenta qualcosa che ci piace, qualcosa che vogliamo raggiungere… è soltanto una distrazione. Meglio ucciderla subito, no? –
A Lucilla, tutto ciò che somigliava a una religione non era mai interessato, quindi non aveva approfondito ulteriormente l’argomento. Soltanto ora, a distanza di parecchi anni, le era tornato in mente quel discorso.
Si trovava in una libreria esoterica e cercava disperatamente un libro sulla meditazione che facesse per lei.
Finì con l’acquistare alcune resine e un nuovo incensiere per bruciarle: non era riuscita a provare interesse per nessuno dei testi che aveva sfogliato… [continua]
[Testi © Noemi Gastaldi – è vietata la copia o riproduzione senza il consenso dell’autore]